Pubblicato in: Poesie

Cinque poesie di Edna St. Vincent Millay

Io non ti do il mio amore come fanno
le altre ragazze, in uno scrigno freddo
d’argento e perle, né ricco di gemme
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave;

né in un nodo, e nemmeno in un anello
lavorato alla moda, con la scritta
“semper fidelis”, dove si nasconde
un’insidia che ottenebra il cervello.

L’Amore a mano aperta, questo solo,
senza diademi, chiaro, inoffensivo:
come se ti portassi in un cappello

primule smosse, o mele nella gonna,
e ti chiamassi al modo dei bambini:
– Guarda che cos’ho qui! – Tutto per te -.

•••

Cosa sarai mai tu che ti desidero
da rimanere insonne tante notti
quanti i giorni che esistono
a piangere per te?

Cosa sarai mai tu che, se mi manchi,
nell’intreccio dei giorni io resto sempre
intenta al vento
e fissa alla parete?

Conosco un uomo di migliore tempra
e almeno venti altrettanto gentili.
Che cos’hai di speciale tu per essere
il solo che possieda la mia mente?

Le donne non ragionano, si sa –
lo dicono anche i saggi –
ed io che cosa sono, perché debba
amare in modo giusto e razionale?

•••

Consigli che non mancano da scaltri e savi
su come acquistare e conservare l’amore
mi permettono di svelare davanti ai tuoi occhi
il mio ago che di scatto sbanda verso il tuo nord;
Se voglio tenerti, devo nascondere la mia paura
che tu sia incostante, ma spingerti a credere che
la mia bussola verso un altro quadrante giri,
arrendere poco, accettare in abbondanza.
Ma io sono come mia madre la terra proficua
sincera, piena di doni, e niente scaltra,
e preferirei che mi amassi per mio merito,
anche per breve tempo amandomi,
e non per via di filtri infusibili da ogni pupa,—
anche se così ti legassi, come tanto desidero.

•••

O dolce amore, dolce spina, quando
da te fui punta al cuore, piano, e uccisa,
per giacere nell’erba abbandonata,
povera cosa fradicia di lacrime
e di pioggia nel pianto della sera,
dalle notturne brume al grigio giorno
che disperde le nubi nella luce
fra il canto de gli uccelli al nuovo sole –
se avessi, dolce amore, dolce spina,
pensato allora quale acuta angoscia,
anche se ti compensa il giuramento,
l’ora felice può lasciare in seno,
non sarei corsa così pronta al cenno
di chi in fondo m’amava così poco.

•••

Nel dorato bacile d’un gran canto
versiamo tutta la nostra passione;
si giacciano abbracciati gli altri amanti
nel riposo d’amore noi parliamo
con la lingua di tutto il mondo: il sangue
che s’agita, la lunga inerzia, i fremiti,
le calde palme supplici all’ospite che
fugge,
ed un’anima sola, indifesa, ma forte.
Il desiderio solo canta al liuto;
nell’aperto sospiro, fra le ortiche
s’acquieti il menestrello, ozioso e muto
anche lui – sia l’amore alto e lontano:
tradisce il ramo più alto quel frutto
che ogni passante può trovare a terra.

Biografia… su Pangea.news. Avrei da ridire solo sulla sua morte: nella rivista si dice sia caduta per le scale in stato di ebbrezza, mentre su Wikipedia si dice che sia caduta per le scale, sì, però il referto medico parlò di infarto miocardico acuto dovuto ad un’occlusione alle coronarie.

Autore:

Quando scrivo dimentico che esisto, ma ricordo chi sono.

6 pensieri riguardo “Cinque poesie di Edna St. Vincent Millay

  1. mmh, ho un dubbio tra la quarta e la quinta 🙃
    In sintesi (sempre siano autobiografiche 😅) lei si sentiva diversa, eterea, più profonda, più indipendente rispetto alle altre
    A cospetto dell’amore, però, ha finito per soccombere come le altre e, tra l’altro, questo è avvenuto con una persona molto meno eterea di lei.
    ci sta? 🤔

    Piace a 1 persona

    1. Io invece trovo sì la quinta bella, ma anche la prima 😄
      La sintesi credo sia giusta, forse è uguale per tutti i poeti 😛 esseri sensibili. Qui la poetessa era anche bisessuale, quindi mi sa che si è dannata anche per qualche amore femminile… poi, chissà, dovrei leggere qualche altra sua biografia in rete 🙂 il bello è che non e ho trovate altre, pare sia una poetessa poco conosciuta in Italia, eppure, leggevo che in America è conosciuta quanto noi qui in Italia conosciamo Leopardi… e anche di più.

      Piace a 1 persona

      1. Sì, anche la prima non è male 😊
        Vero, la sensibilità è una peculiarità sempre ben presente nei poeti 😊 almeno quelli che ho bazzicato io
        Ah, può essere 🙃 magari scottata in ambito maschile si aspettava in ambito femminile di esser capita maggiormente`…
        Anche io non l’avevo mai sentita 😅 ma qualcosa girando si dovrebbe trovare
        È certo strano, ma capita non di rado; se per esempio dico Shelley normalmente la gente, quella che legge almeno 😅,magari pensa a Mary autrice di Frankestein
        Difficilmente a Percy marito di Mary e celebre poeta romantico

        Piace a 1 persona

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